Il centro storico di Caltanissetta si legge come una croce. Due assi, Corso Umberto I e Corso Vittorio Emanuele, si incrociano in piazza Garibaldi, e tutto quello che vale la pena vedere sta lungo quelle due linee o a un isolato di distanza. È una geometria comoda per chi cammina: non servono mappe complicate, basta seguire il corso e guardare in alto. Questa è la passeggiata, nell'ordine in cui conviene farla.
Il punto in cui la città si incrocia
Piazza Garibaldi è la piazza principale del centro storico e la più importante della città. La sua forma è un quadrilatero irregolare — i lati misurano all'incirca 40, 50, 40 e 30 metri — e la sua funzione è quella di snodo: qui confluiscono i due corsi, qui si affacciano la cattedrale e gli edifici che contano, qui si passa comunque, qualunque giro si faccia. Se arrivate da Corso Umberto I, la piazza si apre all'improvviso dopo un tratto stretto, ed è il momento migliore per fermarsi un attimo prima di entrare in chiesa: da lì si vede insieme tutto quello che vedrete nelle ore successive.
La Fontana del Tritone
Al centro della piazza c'è la Fontana del Tritone, gruppo scultoreo in bronzo di Michele Tripisciano, artista nisseno. La statua fu scolpita nel 1890, ma la sua storia è più movimentata di quanto sembri: fu portata nella collocazione attuale soltanto nel 1956, perché prima si trovava all'interno del Palazzo del Carmine. È diventata l'immagine più riconoscibile della città, e resta anche il modo più semplice per introdurre Tripisciano a chi non lo conosce: le sue opere si ritrovano poi nell'esposizione permanente allestita a Palazzo Moncada, a pochi passi da qui.
Palazzo del Carmine, il municipio
A breve distanza dalla piazza, su Corso Umberto I, si trova il Palazzo del Carmine, oggi sede dell'amministrazione comunale. La costruzione dell'edificio cominciò attorno al 1371 e nell'area sorgeva una chiesa rurale dedicata a San Giacomo; accanto vennero poi edificati il convento dei Carmelitani scalzi e la chiesa di Maria Santissima Annunziata, comunemente chiamata Madonna del Carmine — da cui il nome del palazzo. È un edificio che si guarda passando: la sua storia stratificata, da complesso religioso a municipio, riassume bene il modo in cui il centro di Caltanissetta si è formato per addizioni successive.
Sant'Agata al Collegio
All'estremità di Corso Umberto, nell'incrocio con via Re d'Italia, sta la chiesa di Sant'Agata al Collegio. La eressero i gesuiti, arrivati in città verso la fine del Cinquecento, sotto il patronato di Luisa Moncada e del figlio Francesco II: i lavori cominciarono nel 1588 e si conclusero nel 1628. È l'esempio più compiuto di barocco nisseno, e la ragione per entrare sta tutta all'interno, dove si conservano numerosi intarsi in marmi policromi. È una chiesa che sorprende chi si aspettava un capoluogo di provincia dimesso: la qualità dei materiali e della lavorazione racconta un'epoca in cui la città aveva committenti importanti.
I palazzi del corso
Fra un monumento e l'altro c'è il corso stesso, che è la parte che spesso si sottovaluta. Lungo Corso Umberto I si affacciano alcuni dei più bei palazzi nobiliari della città, fra cui Palazzo Giordano e Palazzo Bordonaro. Camminare con lo sguardo alzato è il modo giusto di percorrerlo: balconi, cornici, portali e ringhiere raccontano il passaggio fra Ottocento e primo Novecento, quando la città viveva la stagione dello zolfo. La sera il corso diventa il luogo della passeggiata cittadina, e cambia completamente atmosfera rispetto al pomeriggio.
Appena fuori dal perimetro
Il centro non finisce con i due corsi. A poca distanza si trovano il Museo archeologico regionale, in via Santo Spirito, che conserva i materiali dei siti indigeni di Sabucina e Gibil Gabib recuperati alla fine degli anni Cinquanta; Villa Amedeo, il giardino pubblico storico della città, realizzato fra il 1821 e il 1827 e restaurato nel 1996 dopo alcuni anni di abbandono; e, sullo sperone che domina l'abitato, il Castello di Pietrarossa, che è il punto da cui si capisce meglio la forma della città. Sono tre estensioni naturali della passeggiata, tutte raggiungibili senza spostamenti complicati, e tutte utili per capire come il centro storico si sia formato lì e non altrove.
Come camminarlo, in pratica
Il centro storico si gira a piedi senza fatica, e questa è la sua qualità principale. Il Comune di Caltanissetta gestisce una zona a traffico limitato con permessi di transito e sosta: se arrivate in auto, verificate perimetro e regole sul sito del Comune prima di avvicinarvi al centro, perché è la sola informazione che cambia da un anno all'altro. Per chi alloggia lungo il corso il problema non si pone: si esce di casa e si è già dentro l'itinerario. Per orari di chiese e musei, come sempre, fate riferimento ai canali ufficiali.
Suite Home Vincenzo Bellini si affaccia su Corso Umberto I, dentro il perimetro di questa passeggiata: la cattedrale, i palazzi e i musei sono a pochi minuti a piedi. Scriveteci su WhatsApp per informazioni e disponibilità.
Fonti
Dormire nel centro di Caltanissetta — Suite Home Vincenzo Bellini
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