La piazza del centro storico di Caltanissetta, teatro dei riti
La piazza del centro storico di Caltanissetta, teatro dei riti

Ogni anno, nella settimana che precede la Pasqua, Caltanissetta si trasforma. Non è una singola processione ma una sequenza continua di riti che comincia la Domenica delle Palme e si chiude la Domenica di Pasqua, e che nel 2006 è stata iscritta nel Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia. La città partecipa anche al circuito internazionale Europassion. Le date cambiano ogni anno perché seguono il calendario liturgico: quello che non cambia è la struttura dei giorni, ed è quella che vi raccontiamo qui.

Domenica delle Palme: il Nazareno sull'abbarcu

La settimana comincia con la processione di Gesù Nazareno. La statua del Cristo benedicente viene collocata su una struttura infiorata chiamata «abbarcu», la barca, a simboleggiare l'ingresso trionfale a Gerusalemme, e attraversa il centro storico accompagnata dalle bande musicali, mentre i bambini portano le palme. È il giorno più leggero della settimana, quello in cui la città si guarda intorno e prende le misure di ciò che seguirà: da qui in avanti il tono si fa progressivamente più grave, fino al silenzio del Venerdì.

Lunedì e Martedì Santo: A Scinnenza

«Scinnenza», in siciliano, indica la deposizione di Gesù dalla croce — dal verbo «scìnniri», scendere — ed evoca il momento più drammatico dell'intera rappresentazione. È una sacra rappresentazione della Passione articolata su più atti e su più giorni: l'atto del lunedì mette in scena l'ingresso a Gerusalemme e l'Ultima Cena, mentre la sera del martedì si rappresentano il processo, la flagellazione, la via crucis, la crocifissione e infine la deposizione. È la parte meno turistica della settimana e spesso la più intensa, perché è recitata e vissuta dalla città su se stessa.

Mercoledì Santo: la Real Maestranza e le Varicedde

Il mercoledì è il giorno doppio. Al mattino sfila la Real Maestranza, il corteo dei maestri artigiani: nata nel Cinquecento come milizia cittadina, ottenne il titolo di «Reale» nel 1806 da Ferdinando IV di Borbone. A guidarla è il Capitano, un artigiano scelto ogni anno, che riceve simbolicamente le chiavi della città e apre il corteo di circa quattrocento artigiani, oggi divisi in dieci categorie di mestiere. Al tramonto escono invece le Varicedde: diciannove gruppi statuari, di cui sedici riproduzioni in piccolo delle Vare del giovedì e tre gruppi che rappresentano altre scene della Passione. Nacquero all'inizio del Novecento dai garzoni esclusi dalla processione dei maestri, che si organizzarono una processione propria.

Giovedì Santo: le sedici Vare

È il momento centrale e più spettacolare. Le Vare, chiamate anche Misteri, sono sedici gruppi statuari a grandezza naturale in legno, cartapesta e gesso, realizzati fra il 1883 e il 1902 dallo scultore napoletano Francesco Biangardi e dal figlio Vincenzo, e montati su appositi carri. La processione parte in serata da piazza Garibaldi e compie due giri completi lungo le vie del centro storico, andando avanti fino all'alba. È una notte intera, non una serata: chi vuole viverla per davvero deve mettere in conto di restare in strada a lungo, e di camminare parecchio.

Venerdì Santo: il Cristo Nero e i Fogliamari

Il venerdì la città cambia registro. In processione esce il Signore della Città, il crocifisso ligneo scuro noto come Cristo Nero, che secondo la tradizione non fu scolpito da un artista ma ritrovato nel Trecento da due fogliamari — raccoglitori di erbe selvatiche — dentro una grotta, fra due candele accese il cui fumo lo aveva annerito. A portarlo a spalla sono ancora oggi i Fogliamari, scalzi, che intonano le «lamentanze», i lamenti tradizionali. A differenza degli altri riti, questa processione è caratterizzata dal silenzio assoluto dei devoti: è la ragione per cui molti la considerano il momento più forte dell'intera settimana.

Sabato Santo e Pasqua

Il sabato la città resta in silenzio, in osservanza del lutto. La domenica di Pasqua la Maestranza torna in strada, questa volta in abito chiaro, e guida la processione della Resurrezione; a mezzogiorno vengono liberate le colombe bianche e il Capitano restituisce al Sindaco le chiavi della città ricevute il Mercoledì Santo. Il cerchio si chiude esattamente dove si era aperto, ed è questo, più di ogni singola processione, il tratto che rende riconoscibile la Settimana Santa nissena.

Come organizzarsi

La Pasqua è una festa mobile, quindi le date cambiano ogni anno e con esse orari, percorsi e disposizioni sul traffico. Il programma completo viene pubblicato dal Comune di Caltanissetta e dalla Diocesi nelle settimane precedenti: è lì che vanno cercate le informazioni aggiornate, incluse le eventuali chiusure al traffico del centro storico. Chi vuole seguire più riti conviene che dorma dentro il centro: fra il mercoledì e il venerdì si esce e si rientra a piedi più volte al giorno, e l'auto diventa un problema, non una soluzione.

Nei giorni della Settimana Santa una casa dentro il centro storico fa la differenza: da Corso Umberto I si raggiungono a piedi piazza Garibaldi e i percorsi delle processioni. Scriveteci su WhatsApp per la disponibilità.

Fonti

Dormire nel centro di Caltanissetta — Suite Home Vincenzo Bellini

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