Chi arriva a Caltanissetta durante la Settimana Santa si trova davanti a un vocabolario che non esiste altrove. Vare, Varicedde, Scinnenza, lamentanze, Fogliamari: sono parole siciliane che indicano cose molto precise, e capirle prima di arrivare cambia completamente l'esperienza. Questa è la guida ai termini, con quello che c'è dietro ciascuno di essi.
A Scinnenza: la deposizione
«Scinnenza» viene dal verbo siciliano «scìnniri», scendere, e indica la deposizione di Gesù dalla croce: è il momento più drammatico dell'intera rappresentazione, e dà il nome a tutta la sacra rappresentazione della Passione che si svolge in più atti nei primi giorni della settimana. L'atto del Lunedì Santo mette in scena l'ingresso a Gerusalemme e l'Ultima Cena; la sera del Martedì Santo si rappresentano il processo, la flagellazione, la via crucis, la crocifissione e la deposizione stessa. È teatro sacro popolare, non processione: si guarda seduti o in piedi, e la città vi partecipa come attore e come pubblico insieme.
Le Varicedde: le Vare in piccolo
«Varicedde» è il diminutivo siciliano di «Vare»: letteralmente, «piccole Vare». Si tratta di diciannove gruppi statuari portati in processione la sera del Mercoledì Santo. Sedici sono le riproduzioni in scala ridotta delle sedici Vare che sfilano il giovedì; gli altri tre rappresentano ulteriori scene della Passione di Cristo. La loro origine è sociale prima ancora che devozionale: nacquero all'inizio del Novecento dai giovani garzoni, esclusi dalla processione dei maestri del Giovedì Santo, che si organizzarono una processione propria con imitazioni in piccolo dei gruppi grandi. La maggior parte dei gruppi si deve agli scultori Salvatore Capizzi e Giuseppe Emma, e fu realizzata soprattutto fra gli anni Venti e gli anni Cinquanta del Novecento.
Le sedici Vare del Giovedì Santo
Le Vare, chiamate anche Misteri, sono sedici gruppi statuari a grandezza naturale realizzati in legno, cartapesta e gesso, montati su carri che vengono portati in processione. Rappresentano le scene della Passione e le stazioni della via crucis. La processione parte in serata da piazza Garibaldi e compie due giri lungo le strade del centro storico, protraendosi fino all'alba: è il momento centrale e più spettacolare dell'intera Settimana Santa nissena.
I Biangardi, padre e figlio
Le sedici Vare non sono opere anonime né antichissime: furono realizzate fra il 1883 e il 1902 dallo scultore napoletano Francesco Biangardi insieme al figlio Vincenzo. Meno di vent'anni di lavoro per un ciclo che da allora scandisce ogni primavera della città. È un dato che conviene tenere a mente, perché smonta l'idea che le tradizioni popolari siano necessariamente medievali: molte, come questa, sono figlie dell'Ottocento e di una committenza precisa, e proprio per questo hanno una firma e una data.
Fogliamari e lamentanze
I «Fogliamari» sono i raccoglitori di erbe selvatiche, e nel Venerdì Santo portano a spalla il Signore della Città, il crocifisso ligneo scuro chiamato Cristo Nero. Camminano scalzi, in penitenza, e intonano le «lamentanze»: canti funebri tradizionali. La leggenda vuole che il crocifisso non sia stato scolpito ma ritrovato nel Trecento da due fogliamari dentro una grotta ai margini della città, fra due candele accese il cui fumo lo aveva annerito — da qui il nome popolare. A differenza degli altri riti, questa processione si svolge nel silenzio assoluto dei fedeli, rotto soltanto dalle lamentanze.
Un patrimonio riconosciuto
Questo insieme di riti non è una somma di eventi separati ma un unico corpo, e come tale è stato riconosciuto: nel 2006 la Settimana Santa di Caltanissetta è stata iscritta nel Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia, e la città partecipa al circuito internazionale Europassion, che riunisce le comunità europee dove la Passione viene rappresentata. È utile saperlo perché aiuta a capire il tono con cui questi giorni vanno vissuti: non si tratta di uno spettacolo allestito per i visitatori, ma di un rito che la città celebra per sé e a cui chi arriva è ospite. La discrezione, soprattutto durante la processione silenziosa del Venerdì Santo, è la forma più semplice di rispetto.
Un piccolo glossario da tenere a mente
Riassumendo: «abbarcu» è la barca infiorata su cui la Domenica delle Palme viene portato Gesù Nazareno; «Scinnenza» è la deposizione e la sacra rappresentazione dei primi giorni; «Real Maestranza» è il corpo degli artigiani che sfila il Mercoledì Santo; «Varicedde» sono i diciannove gruppi in miniatura della sera stessa; «Vare» o «Misteri» sono i sedici gruppi grandi del Giovedì Santo; «Fogliamari» e «lamentanze» appartengono al Venerdì. Il complesso di questi riti è iscritto dal 2006 nel Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia. Date e orari cambiano ogni anno con la Pasqua: consultate il programma pubblicato dal Comune e dalla Diocesi.
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Fonti
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