Il centro storico di Caltanissetta all'alba
Il centro storico di Caltanissetta all'alba

Caltanissetta è un capoluogo di provincia che si visita a piedi. Il centro storico è compatto, costruito attorno a un incrocio, e chi alloggia lungo Corso Umberto I si ritrova dentro l'itinerario senza doversi spostare. Una giornata basta per vedere le cose principali senza correre: la mattina alle chiese e ai palazzi, il pomeriggio ai musei, il tardo pomeriggio alla rocca che domina la città. Qui sotto trovate l'ordine che funziona meglio, con le distanze reali e i punti dove conviene fermarsi.

Mattina: piazza Garibaldi e la cattedrale

Si comincia da piazza Garibaldi, la piazza principale del centro storico, che nasce nell'incrocio fra i due assi della città: Corso Umberto I e Corso Vittorio Emanuele. Al centro sta la Fontana del Tritone, gruppo bronzeo dello scultore nisseno Michele Tripisciano: la statua fu realizzata nel 1890, ma arrivò in piazza soltanto nel 1956. Sulla piazza si affaccia la Cattedrale di Santa Maria la Nova, consacrata il 26 luglio 1733 con il doppio titolo di Santa Maria la Nova e San Michele Arcangelo. La facciata è sobria, a due ordini, con i campanili ai lati; dentro cambia tutto. Fra il 1718 e il 1720 il pittore fiammingo Guglielmo Borremans, insieme al figlio Luigi, affrescò la volta e la navata centrale e dipinse la pala dell'altare maggiore con l'Immacolata. La volta è costruita in trompe-l'œil: un'illusione ottica che apre il soffitto sul cielo, con le storie dei santi Pietro e Paolo fra le finestre e le figure di santi nei pennacchi.

Palazzo Moncada e le sculture di Tripisciano

A pochi passi dalla piazza si trova Palazzo Moncada, voluto nella prima metà del Seicento dal conte Guglielmo Moncada, che avrebbe voluto costruire il palazzo più bello di Sicilia. Il progetto non fu mai portato a termine e l'edificio rimase incompiuto: è una delle cose che rendono il palazzo interessante, perché la parte realizzata lascia immaginare la scala di quella mancante. Oggi l'edificio è restaurato e ospita spazi culturali, una sala cinematografica e il museo civico, con l'esposizione permanente dedicata alle opere di Michele Tripisciano, lo stesso autore del Tritone che avete appena visto in piazza.

Lungo Corso Umberto I

Corso Umberto I è l'arteria più importante della città e si percorre tutta a piedi. Lungo il tracciato si affacciano alcuni dei palazzi nobiliari più belli del centro, fra cui Palazzo Giordano e Palazzo Bordonaro, e poco distante da piazza Garibaldi si trova il Palazzo del Carmine, oggi sede del Comune: la sua costruzione cominciò attorno al 1371, e nell'area sorgevano una chiesa rurale dedicata a San Giacomo e, più tardi, il convento dei Carmelitani scalzi con la chiesa della Madonna del Carmine. All'estremità del corso, all'incrocio con via Re d'Italia, c'è la chiesa di Sant'Agata al Collegio: fu costruita dai gesuiti a partire dal 1588 e completata nel 1628, sotto il patronato di Luisa Moncada e del figlio Francesco II, e all'interno conserva ricchi intarsi marmorei policromi. È una tappa breve che vale la deviazione.

Pomeriggio: i musei

Il pomeriggio è il momento giusto per i musei, che in estate sono anche l'unico modo sensato di stare fuori casa nelle ore centrali. Il Museo archeologico regionale, in via Santo Spirito alle spalle dell'omonima abbazia, raccoglie i materiali dei siti indigeni di Sabucina e Gibil Gabib, le alture che controllavano il corso del Salso; fra i reperti c'è il busto marmoreo dell'imperatore Geta. Il Museo mineralogico, paleontologico e della zolfara «Sebastiano Mottura» racconta invece l'altra storia della città: minerali, fossili e una sezione permanente sulla tecnologia estrattiva dello zolfo, con castelletti, vagoncini e forni Gill. Il Museo diocesano, infine, occupa dieci sale e due gallerie al piano terra del Palazzo vescovile e conserva oltre cinquecento opere che vanno dal Quattrocento a oggi.

Verso il tramonto: il Castello di Pietrarossa

La giornata si chiude fuori dal centro, ma di poco: il Castello di Pietrarossa sorge su uno sperone roccioso che domina la città. Di quella fortezza — eretta dai Normanni attorno al 1080 su un preesistente insediamento arabo — restano ruderi: un muro diroccato e una torre. Bastano a giustificare la salita, perché il punto è panoramico e la luce del tardo pomeriggio accende il colore della pietra. È anche il posto in cui la storia della città si racconta da sola: qui si riunirono tre Parlamenti generali siciliani, nel 1295, nel 1361 e nel 1378, prima che il castello crollasse nella notte del 27 febbraio 1567.

Se avanza tempo: l'Abbazia di Santo Spirito

Se la giornata è lunga e avete l'auto, aggiungete l'Abbazia di Santo Spirito, appena fuori città. Il complesso fu voluto dal conte normanno Ruggero e dalla moglie Adelasia fra il 1092 e il 1098, e la chiesa risulta consacrata nel 1153. All'esterno si riconoscono ancora le tre absidi semicircolari romaniche; l'interno è a navata unica. È un luogo di culto attivo, quindi la visita va fatta con discrezione. Orari e aperture di chiese, musei e aree archeologiche cambiano nel corso dell'anno: prima di costruire la giornata sull'orologio, verificate sui canali ufficiali del Comune, della Diocesi e degli enti che gestiscono i musei.

Un itinerario così funziona meglio se si dorme dentro il perimetro: da Corso Umberto I la cattedrale, i palazzi e i musei sono tutti a pochi minuti a piedi, e la sera si rientra senza prendere l'auto. Scriveteci su WhatsApp per la disponibilità dell'appartamento.

Fonti

Dormire nel centro di Caltanissetta — Suite Home Vincenzo Bellini

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